2017 13 ottobre

Autovelox fissi: le ultime notizie







 


I fatti: 5 anni di battaglie in aula


Una vicenda piuttosto lunga, che ha inizio nel giugno del 2012 quando l’autovelox di viale Gramsci sorprende un conducente a transitare a velocità elevata lungo la strada. Quest’ultimo fa immediatamente ricorso per contestare la sanzione ma un anno dopo (con la sentenza n. 345/2013) il giudice di Pace conferma la legittimità dell’infrazione al Codice della Strada. Si arriva quindi ai giorni nostri, con il giudice Susanna Zanda della seconda sezione civile del Tribunale di Firenze che revoca la sentenza del giudice di Pace e annulla il verbale della polizia.


 


Cosa dice il Codice della Strada


Le motivazioni che hanno portato il Tribunale di Firenze a ribaltare la sentenza iniziale risiedono nella natura stessa di viale Gramsci, che non può essere considerato un punto dove installare un autovelox in quanto non è una strada urbana di scorrimento. Solo nelle strade urbane di scorrimento si possono infatti installare gli apparecchi autovelox ma queste strade (in base all’art. 2 comma 1 lettera D del Codice della Strada) devono per forza avere una banchina per la sosta di emergenza, cosa impossibile per viale Gramsci i cui unici spazi sono occupati dai cassonetti della spazzatura e dalla fermata dell’autobus.


Dunque, tutte le strade che non hanno un’area idonea allo stazionamento dei veicoli potrebbero da oggi essere considerate come «non deputate al controllo automatico dell’eccesso di velocità» con strumenti quali gli autovelox.


Fonte: motorionline.com




 



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