2018 20 febbraio

Rivoluzione auto elettrica: come sta cambiando la rete di ricarica




La rivoluzione dell'auto elettrica arriva anche a Nordest. Sarà una rivoluzione silenziosa e sostenibile, che si muoverà cavalcando l'onda dell'e-mobility. Ma il nostro Paese è preparato per muovere la macchina normativa, fiscale (bonus e incentivi) e industriale (case automobilistiche, noleggi, car sharing, energie rinnovabili, telecomunicazioni, supermercati e Gdo) per far fruttare al meglio il business delle auto elettriche? «Se entro il 2021 l'Italia garantisse la circolazione di 300 mila auto a emissioni zero - si legge nel Libro Bianco sull'auto elettrica di Cei-Cives, la Commissione per i veicoli elettrici a batteria - garantirebbe un risparmio di 1,8 milioni nei primi dieci anni di vita dei veicoli verdi: il 69% come minor esborso per l'importazione di petrolio e gas, 14% come minori spese sanitarie dovute all'inquinamento, 17% come valore monetario delle emissioni di CO2 evitate». Una rivoluzione che parte dal Piano dell'Enel per l'installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, che prevede la posa di 7 mila stazioni elettriche in Italia entro il 2020, con l'obiettivo di arrivare a 14 mila nel 2022. Entro il 2018, assicurano i vertici dell'Enel, verranno installate oltre 2.500 stazioni. Un potenziale volàno per lo sviluppo dell'e-mobility e dell'intera filiera industriale, che deve fare i conti con 37 milioni di italiani possessori di auto con motore a scoppio, e può contare su un investimento Enel di 300 milioni in cinque anni, per costruire una rete capillare di stazioni composta da colonnine Quick, con potenza fino a 22 kw nelle aree urbane, Fast (fino a 50kw) e Ultra Fast (150 kw) per la ricarica veloce nelle zone extraurbane. Un esercito che muoverebbe solo energia pulita: «Il 40% dell'energia elettrica in Italia è già prodotta con fonti rinnovabili - dice Pietro Menga, presidente Cives - col risultato che le emissioni di CO2 di un'auto elettrica sono intorno alla metà di quelle del competitor più agguerrito, l'auto a metano o con le miscele metano-biometano proponibili per il prossimo decennio». Ma già sugli eventuali incentivi ci sono le prime perplessità. «Gli incentivi sono un'arma a doppio taglio, perché come abbiamo visto con le rinnovabili, drogano l'industria, mentre noi puntiamo ai parcheggi gratuiti per le vetture verdi, accessi al centro e corsie preferenziali», ha precisato Francesco Starace, ad di Enel, in occasione della presentazione del Piano all'autodromo di Vallelunga, che diventerà il primo Polo tecnologico per ricerca e sviluppo di soluzioni per la mobilità elettrica.Il Piano Enel prevede uno sbarco massiccio di infrastrutture anche a Nordest: le stazioni elettriche arriveranno a oltre un migliaio in Veneto nel 2022, circa 250 in Friuli Venezia Giulia e quasi 400 in Trentino Alto Adige. Su tutto il territorio nazionale le stazioni saranno distribuite per l'80% nelle zone cittadine (21% nelle grandi aree metropolitane), il restante a garantire gli spostamenti nelle zone extraurbane e lungo l'autostrada. Tra queste rientrano le stazioni di ricarica del progetto EVA+ (Electric Vehicles Arteries) cofinanziato dalla Commissione europea, che prevede l'installazione, in tre anni, di 180 punti di ricarica veloce lungo le tratte extraurbane italiane. «Sarà una vera rivoluzione perché non si parla solo di stazioni in ambito pubblico - spiega Leonardo Buzzavo, docente al Dipartimento di Management di Ca' Foscari - ma di un sistema integrato che spazia dalla propria abitazione, ai luoghi di lavoro, ai centri commerciali, ad aree per il tempo libero». Rimane il nodo dei costi delle auto elettriche. «Enel prevede la parità di costo tra auto elettrica e a combustione nel 2024 - ribatte Francesco Venturini, responsabile di Enel X - già oggi, se consideriamo le tasse, i costi di manutenzione e l'energia necessaria, l'auto elettrica è competitiva». Attualmente in Italia, dove le colonnine già installate sono 900, da gennaio a dicembre 2017 sono state vendute 1.430 vetture completamente elettriche (lo 0,1% delle auto circolanti) mentre Regno Unito e Francia assicurano che saranno senza pompe di benzina e distributori Diesel entro il 2040 e la Norvegia, in prima fila nell'e-mobility, conta già il 40% di immatricolazioni di vetture ibride ed elettriche pure.
La rivoluzione della mobilità coinvolgerà soggetti pubblici, Comuni e Regioni, ma anche privati: Enel investirà nelle infrastrutture, insieme ai soggetti privati che vorranno partecipare, con un contributo fino al 65% dell'investimento totale. L'obiettivo è coinvolgere Pmi e liberi professionisti, Gdo (ad Altopascio c'è la prima postazione fast recharge all'interno di uno store Conad) ed esercizi commerciali, agriturismi e hotel.
 
Articolo tratto dal Messaggero Veneto | di ERMINIA A. DELLA FRATTINA 


 



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