2018 9 aprile

Seggiolini auto, il vademecum salvavita




Quando usciamo di casa per accompagnare i bambini a scuola, per fare le commissioni quotidiane, andare in palestra, in piscina o al supermercato, non sappiamo se avremo o meno un incidente. Certo, l’ottimismo è d’obbligo, altrimenti vivremmo sotto una campana di vetro. Ma non possiamo escludere a priori la possibilità che succeda un imprevisto, anche se guidiamo con il massimo della prudenza e rispettiamo alla lettera la segnaletica stradale. Per questo è fondamentale utilizzare SEMPRE i dispositivi di ritenuta – cinture di sicurezza per gli adulti e seggiolini auto per i bambini fino 14 anni o a 1,50 metri di altezza. Lo dice la legge, ma soprattutto il buonsenso. Perché il corpo dei bambini, a differenza del credo popolare “sono di gomma”, è delicato e in costante via di sviluppo. Un urto in tenera età può comprometterne una crescita sana e regolare.

Lo dicono i medici, non la sottoscritta, che ogni giorno, nonostante i continui appelli e le campagne sulla sicurezza, girando in auto e a piedi per le vie di Roma assiste a un triste spettacolo che sembra non voler finire: bambini piccoli, dal nido alle elementari, trasportati in auto in piedi sui sedili posteriori o sul bracciolo centrale, sdraiati sulle cappelliere, in braccio a un adulto sul sedile anteriore o direttamente seduti sul sedile passeggero, senza seggiolino auto e spesso anche senza cinture di sicurezza.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: il seggiolino auto salva la vita dei nostri figli. Usarlo o meno fa la differenza – in caso di incidente – tra un bambino vivo e uno che rischia di morire. O anche “solo” di riportare danni permanenti. Non ci credete? Fatevi un giro nel reparto di Neuroriabilitazione dell’ospedale pediatrico Bambino Gesu di Roma, o in qualunque altro ospedale specializzato in riabilitazione infantile, poi ne riparliamo. E non servono impatti a 100 km/h per fare danni. Basta anche un banale tamponamento cittadino. Lo sapevate che il 40% degli incidenti mortali si verifica su percorsi inferiori ai 3 km, soprattutto in città? Ecco, ora lo sapete. E speriamo che, prima di risalire in macchina con i vostri figli e cedere alla pigrizia senza assicurarli sul seggiolino auto, ricordiate questi dati: in Italia gli incidenti stradali sono la principale causa di morte nei bambini da 0 a 14 anni, su strade urbane (dati Regione Lombardia). Nella maggior parte dei casi, i bambini non erano seduti correttamente sui dispositivi di ritenuta. A questi decessi aggiungiamo le migliaia di feriti da incidente stradale under 14, più o meno gravi, che ogni anno affollano i pronto soccorso per fratture, lesioni varie o traumi cranici – i più pericolosi.

Messa in chiaro definitivamente la funzione salva-vita del seggiolino auto, vediamo ora come sceglierlo e usarlo correttamente. Ci viene in aiuto CSI, società del gruppo IMQ e centro di eccellenza nell’attività di testing per il settore automotive, che effettua anche i test per l’omologazione dei seggiolini e ha stilato un breve vademecum per genitori responsabili. Intanto ripassiamo quello che dice l’articolo 172 del Codice della Strada: in Italia il seggiolino deve essere utilizzato obbligatoriamente per bambini fino ai 150 cm di altezza e per qualsiasi spostamento. In caso di mancato rispetto di quest’obbligo si è soggetti a una sanzione che va dagli 80 euro in su, nei casi previsti dalla legge, oltre alla sospensione della patente da 15 giorni a due mesi nel caso di doppia sanzione per la stessa infrazione nell’arco di due anni.

Ma non c’è bisogno di prendere una multa o farsi sospendere la patente per capire che il seggiolino auto può salvare la vita dei nostri bambini, vero?

Vediamo ora come usarlo correttamente. Per i bebé, il seggiolino auto deve essere posizionato in senso contrario di marcia (si consiglia fino ai 15 mesi), e preferibilmente sul sedile posteriore, ricordandosi sempre di attivare il blocco maniglie dell’auto. Se lo si posiziona sul sedile anteriore in senso contrario di marcia, ricordarsi di disattivare l’Airbag lato passeggero. Qualunque sia l’età del bambino, è bene controllare periodicamente la corretta installazione e verificare il posizionamento del piccolo: “per quanto possibile – sottolineano da CSI – deve essere collocato in modo da ridurre al minimo eventuali lesioni in caso di urto, seguendo quanto riportato nel manuale d’istruzione”. Infine, per i più grandicelli, verificare lo schienale: secondo le ultime revisioni normative della UN ECE 44 (seggiolini omologati dopo febbraio 2017), e la nuova normativa UN ECE R129, i bambini alti meno di 125 cm che viaggiano su un seggiolino omologato non andrebbero più trasportati con un seggiolino senza schienale, questo perché i crash test hanno evidenziato una maggiore protezione dagli urti data dallo schienale. Quindi i vecchi “booster” o rialzi non sono più ritenuti sicuri. Chi ne possiede uno può continuare ad utilizzarlo, ma è consigliato sostituirlo appena possibile con uno dotato di schienale.

Passiamo ora all’acquisto. In commercio ce ne sono di tutti i tipi e da tutti i prezzi. E non sempre a un listino più alto corrisponde una maggior sicurezza. Ci sono tanti seggiolini economici che garantiscono la protezione necessaria, la differenza di prezzo è data principalmente dal design, dalla casa produttrice e dai materiali impiegati per il rivestimento. Quello che conta è l’omologazione, sinonimo di sicurezza del prodotto. Un po’ più costosi della media sono quelli dotati di attacchi ISOFIX, obbligatori sui seggiolini di nuova omologazione fino ai 100 cm poiché limitano la possibilità di errore in fase di installazione. Quelli senza Isofix, ovvero che si attaccano con le cinture di sicurezza, richiedono un po’ più di attenzione in fase di installazione ma sono altrettanto efficaci se installati correttamente. Torniamo alla scelta. Isofix o meno, a seconda dell’altezza del bambino, “innanzitutto bisogna controllare che il seggiolino che intendiamo acquistare sia omologato secondo la normativa vigente e che rispetti quindi i requisiti di sicurezza necessari. Le principali normative di riferimento ad oggi sono quelle stabilite da due regolamenti internazionali: l’UN ECE R44 (e successive revisioni) e il più recente UN ECE R129 (e successive revisioni)”, proseguono da CSI.

Il riferimento dell’omologazione si trova sull’etichetta presente sul seggiolino, un bollino rettangolare di color arancio che riporta numerose informazioni importanti, tra cui il nome dell’azienda produttrice, la fascia di peso (per la normativa UN ECE R44) o l’altezza (per la più recente UN ECE R129), il paese in cui è stata ottenuta l’omologazione (1 = Germania, 2 = Francia, 3 = Italia, 4 = Paesi Bassi, ecc.), il numero del lotto (utile in caso di richiamo del prodotto per difetti di fabbrica), ecc. L’omologazione UN ECE R129 può riportare anche la dicitura i-Size (compatibile con tutti i posti auto indicati come “i-Size”, include obbligatoriamente il fissaggio con sistema ISOFIX fino a un’altezza di 100 cm e opzionale per seggiolini con altezza superiore ai 100 cm). Prima di acquistare un seggiolino auto verificare sempre che la classificazione per altezza o peso del bambino corrisponda alle nostre esigenze.

Infine, i vecchi seggiolini, acquistati di seconda mano o regalati da amici e parenti, vanno buttati? Non sempre. Gli unici modelli fuorilegge sono quelli con omologazione UN ECE R44 01 e la UN ECE R44 02 (in vigore fino a metà Anni ’90). Tuttavia, “dato che quelli prodotti con riferimento alle norme più aggiornate (UN ECE R44 04 e UN ECE R129) promettono una maggiore sicurezza, CSI consiglia, ove possibile, il ricorso ai dispositivi più moderni”.


Fonte: repubblica.it


 



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